Il tema della relazione tra occlusione, deglutizione e postura è uno dei più accesi dibattiti in ambito odontoiatrico.

La rigida suddivisione del corpo in apparati e settori, riveste sicuramente un significato nelle discipline statiche quali l’anatomia, ma per ciò che è dinamico come la fisiologia e l’odontoiatria il limite imposto dalle classificazioni rappresenta un ulteriore elemento di aggravamento al modus operandi di impostazione accademica.

Si rende, ormai, necessaria una nuova figura professionale di odontoiatra che sappia valutare le variazioni di equilibrio muscolare che un’alterata posizione della mandibola può indurre.

denti-e-postura_studio_dentistico_pittoni_udineAlla luce delle nuove conoscenze in ambito medico, posturale e osteopatico, la gnatologia sta allargando il campo di valutazione al sistema posturale.

L’ortodonzia (dal greco dente –dritto/giusto) o il più completo “ortognatodonzia” (con l’aggiunta dal greco gnathos – mascella) risultano oggi insufficienti per una medicina dentaria sistemica e si sta affermando l’ortoposturodonzia (Michel Clauzade) ossia l’arte di riposizionare le persone “diritte” curando le disarmonie occlusali in relazione alla postura.

Non è più una medicina del sintomo, ma un’analisi eziologica del sistema. L’apparato stomatognatico è parte integrante del sistema posturale e la terapia è mirata ad un’ottimizzazione del sistema per le cure occlusali restituendo la possibilità di auto-rigenerazione.

gnatologia_1_studio_dentistico_pittoni_udineDopo un’accurata anamnesi e la diagnosi , la terapia utilizzata in gnatologia è il BITE, una placca in resina che migliora la chiusura delle arcate dentarie e ristabilisce la loro posizione corretta.

In presenza di mal di testa frequenti, dolori articolari, acufeni, è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista in gnatologia clinica.

Il paziente è ricollocato in un equilibrio ottimale con il suo ambiente.

Sempre seguendo il metodo di stimolazione del meccanismo di auto/regolazione-guarigione è di recentissima introduzione la “Craniodonzia”, che considera l’occlusione quale risultato adattativo dello schema cranico del paziente.

L’occlusione è un meccanismo che si autoregola e si auto corregge in funzione di bilanciare le ossa craniche. I due meccanismi devono essere integrati al fine di evitare instabilità strutturale del complesso pelvi-rachideo, del sistema muscolo-fasciale-legamentoso e squilibri funzionali del Sistema Nervoso Centrale e Autonomo.

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